Leotta incanta al pianoforte con Wagner e una rilettura di Beethoven

Maria Terraneo Fonticoli, "LA PROVINCIA", Como, 22 dicembre 2004


"...dobbiamo essere grati a Leotta per il dono di sé stesso e della sua arte non solo in favore di un'opera benefica ma anche della sua città il cui nome porta alto nel mondo, come ha affermato anche l'Assessore Gaddi nel suo intervento. In apertura di serata, una "prima" esecuzione per Como datata 1853: la Sonata in la bemolle maggiore di Richard Wagner. che il giovane pianista ha assecondato con bella partecipazione. Seguiva la Sonata op. 57 Appassionata di Beethoven la cui lettura. è frutto dello scavo che Christian continua ad elaborare nel suo processo di crescita musicale e intellettuale. Seguivano tre Sonate di Scarlatti e la famosa, brillantissima Toccata accostate a un novecentesco Debussy.A proposito di Estampes. Pagodes, il primo quadro del trittico, ci trasporta in un oriente favoloso che il pianista ha evocato con affascinanti risonanze cristalline in una cornice leggera di colori e volumi. La Soirée dans Grenade ambientata in una tiepida notte andalusa, ha avuto definizioni di malinconica evocazione. Ultima, Jardins sous la pluie, sferzante e pungente, ha rinfrescato l'atmosfera. Concludeva L'Isle Joyeuse dai colori sfaccettati e dalla scrittura pianistica sontuosa che Leotta ha riprodotto con grande slancio ma anche affascinante tocco di poetica delicatezza. Moltissimi gli applausi e le chiamate: un solo il bis concesso..."

Piano recital di Christian Leotta

"LA FIAMMA", Brisbane (Australia), 18 ottobre 2004


"L'Old Museum ha ospitato Leotta ed il suo piano in una indimenticabile esibizione. La maestria del suo stile e la sua autorevole presenza sulla scena sono risultati ben presto evidenti agli oltre 300 spettatori. Nonostante la musica del programma del recital sia andata dal barocco del diaciassettesimo secolo (di Scarlatti, n.d.r.) all'impressionismo del ventesimo secolo (di Debussy, n.d.r.), l'artista durante il recital, con la sua totale immedesimazione nelle qualità emotive dei brani da lui magistralmente interpretati, è riuscito a fare totalmente partecipe alla musica il pubblico presente...".


The Pianist - An impressive piano recital by Italian pianist, Christian Leotta.

G. George, "THE STATESMAN", New Delhi (India) Friday 1, October 2004


"Christian Leotta, a young, prize-winning Italian pianist, impressed Delhi music-lovers with his deep understanding of Beethoven and Debussy. Christian, recipient of the Medal by the President of the Italian Republic, also played compositions by Richard Wagner and Domenico Scarlatti, to stamp his mark of musical sholarship on the evening. Christian led off with Wagner's Eine Sonate für das Album von Frau M. W. played in a sombre tempo. Though comparatively low key from the composer of massed musical statements it lais a competent base for what was to follow. Beethoven's monumental Piano Sonata No. 29 in B Flat Op. 106 ("Hammerklavier") which followed was the centrepiece of the evening, both in its lenght and the diligence with which the young pianist approached his task. A brisk Allegro gave way to a Scherzo approaching playfulness in part, the two laying the stage for the Adagio sostenuto, the longest the peerless German-Austrian composer wrote. It was a sustained performance rounded off with a polished Largo - Allegro risoluto. The pianist took an - understandably - long break and returned refreshed with Scarlatti's Sonata in E Major K 380 (Andante comodo), Sonata in G Minor K 450 (Allegrissimo), the popular Sonata in E Major K 531 (Allegro) and Toccata in D Minor K 141 (Presto). The Italian-born master composer and harpsichordist who flowered at the Spanish royal court specialised in short and brisk one-movement sonatas. Christian's playing was in the spirit of the composer and very enjoyable. Christian concluded with Debussy's Estampes. and L'Isle Joyeuse.The father of musical modernism demands technical finesse and keen perception, on both of which counts the young pianist came trumps to cap an impressive performance".

TRADUZIONE:
 
Il Pianista - Uno straordinario recital  del pianista italiano Christian Leotta

"Christian Leotta, un giovane pianista italiano già vincitore di diversi premi, ha strabiliato i musicofili di Delhi con la sua profonda comprensione di Beethoven e Debussy nel recital tenutosi presso il Teen Murti Auditorium. Christian, al quale il Presidente della Repubblica italiana ha conferito la sua Medaglia, ha suonato anche composizioni di Richard Wagner e Domenico Scarlatti, che hanno contribuito ad evidenziare la sua statura musicale durante il corso della serata. Christian ha cominciato con la "Eine Sonate für das Album von M. W." suonata con sentimento. Premesso che si tratta di una composizione di tono minore rispetto agli imponenti capolavori musicali di Wagner, ha comunque posto solide basi per quello che sarebbe seguito. La monumentale sonata per pianoforte op. 106 ("Hammerklavier") che abbiamo sentito dopo, ha rappresentato il pezzo più importante della serata, sia per la sua lunghezza, sia per l'accuratezza con le quali il giovane interprete ha affrontato l'arduo brano musicale. Un brillante Allegro ha dato il passo allo Scherzo, gioioso solo in parte; questi due movimenti hanno introdotto l'Adagio sostenuto, il più vasto che il grande compositore austro-tedesco abbia mai scritto. Alla intensa esecuzione di questi movimenti ha fatto seguito uno splendido Largo-Allegro risoluto. Dopo un intervallo comprensibilmente lungo, il pianista è tornato ritemprato con la sonata di Scarlatti in mi maggiore K 380 (Andante comodo), la Sonata in Sol minore K 450 (Allegrissimo), la famosa Sonata in mi maggiore K 531 e la Toccata in re minore K 141 (Presto). Il grande compositore e clavicembalista italiano, fiorito presso la corte di Spagna, si è specializzato in brillanti e brevi sonate formate da un movimento. Christian ha suonato con il giusto spirito e le sue interpretazione sono state davvero meravigliose. Il recital si è concluso con Estampes di Debussy. e L'Isle Joyeuse . Il padre del modernismo musicale richiede finezze tecniche e intuizioni acute, entrambe le quali hanno visto il giovane pianista trionfare in quella che è stata senza dubbio più che una impressionante esecuzione".

Sonoridade elaborada

Análise Paula Gálama, "A GAZETA",  Vitória (Brasile), 27 de julho de 2004


"A interpretação das sonatas de Beethoven pelo pianista italiano Christian Leotta é excelente. Leotta prima pela construção e por um virtuosismo brilhante, sem exageros, mantenendo completo domínio do instrumento, com vigor e dinamismo. Sua expressividade é marcante, principalmente nos andamentos lentos, onde a sonoridade é extremamente bem elaborada. A clareza e a riqueza de detalhes, a coerência das idéias, a sonoridade característica de Beethoven, todos os fortes contrastes de su obra estão presentes".

TRADUZIONE:

Sonorità ricercata


"L'interpretazione delle sonate di Beethoven del pianista italiano Christian Leotta è eccellente. Leotta si distingue per la sua intelligenza della forma  e per un virtuosismo brillante, senza esagerazioni, mantenendo il completo dominio dello strumento, con vigore e dinamismo. La sua espressività è intensa, specialmente nei movimenti lenti, in cui la sonorità è estremamente accurata. La chiarezza e la ricchezza dei dettagli, la coerenza delle idee, la qualità del suono tipica di Beethoven e tutti i forti contrasti della sua opera, sono presenti".


Humanidades (rivista quindicinale), José Luis Hernández Jiménez, n. 272, Ciudad de México (Messico),  Junio  2004

"Un gran evento está sucediendo en la UNAM: la ejecución completa de las 32 sonatas que Beethoven compuso a lo largo de su obra.por el pianista italiano Christian Leotta y que se lleva a cabo en la Sala Nezahualcóyotl. Las sonatas son un universo lleno de microuniversos que Leotta ha tratado de intender y descifrar a lo largo de varios años; la labor filológica y de investigación hecha por el pianista le aportó una visión tan profunda de la obra de Beethoven que se nota en la magistral ejecución.Esta es, sin duda, una oportunidad única para recrear el espíritu y dejarse llevar a alturas celestiales.El virtuosismo del pianista nos hace ver lo bien que ha asimilado los distintos niveles de lectura de las sonatas: la totalidad de ellas se considera un todo y a vez cada sonata y cada movimiento de ellas está llena de matices y sensaciones que las vuelven autónomas al mismo tiempo que piezas necesarias para una obra integral".

TRADUZIONE:

"Un grande evento sta avendo luogo alla UNAM: l'esecuzione integrale delle 32 sonate che Beethoven ha composto durante la sua vita...(eseguite) dal pianista italiano Christian Leotta nella Sala Nezahualcóyotl. Le sonate sono un universo pieno di microuniversi che Leotta si è impegnato a comprendere e decifrare nel corso di diversi anni; il lavoro filologico e di ricerca fatto dal pianista lo ha portato ad una visione molto profonda dell'opera di Beethoven che si evidenzia nella sua magistrale esecuzione. Questa è, senza dubbio, una opportunità unica per rigenerare lo spirito ed innalzarsi ad altezze sublimi. Il virtuosismo del pianista ci fa vedere che egli ha assimilato i diversi livelli di lettura delle sonate: la totalità di esse si considera un tutto e insieme ciascuna sonata e ciascun movimento di esse è pieno di sfumature e di sensazioni che le rendono autonome e allo stesso tempo pezzi necessari di un'opera integrale".

Un futuro gran pianista

Lázaro Azar, "REFORMA", Ciudad de México (Messico), 31 de Mayo 2004


"...su interpretación de la Sonata n. 6, en Fa mayor, Op. 10 n. 2, desbordó vitalidad. No sólo eso, en la sección en re bemol del Allegretto hizo alarde de expresividad y de sonoridades muy cuidadas. El programa concluía con la Sonata n. 31, en La bemol Mayor, Op. 110.Lo che hizo a partir del Adagio, ma non troppo fue excepcional... La manera como graduó su caudal sonoro durante L'istesso tempo della Fuga fue estremecedoramente sobrenatural.me bastaron aquellas obras en las que (Christian Leotta) evidenció más afinidad y entendimiento para aventurarme a predicir que estamos ante una de las grandes figuras del piano en el siglo 21".

TRADUZIONE:
 
Un futuro grande pianista

"...la sua interpretazione della sonata n. 6, in fa maggiore, op. 10, ha traboccato vitalità. E inoltre, nella sezione in re bemolle dell'Allegretto ha sfoggiato espressività e sonorità molto accurate. Il programma si è concluso con la sonata n. 31, in la bemolle maggiore, op. 110.Quello che ha realizzato a partire dall'Adagio ma non troppo è stato eccezionale... Il modo come ha dosato la sua qualità del suono durante L'istesso tempo della Fuga è stato semplicemente soprannaturale. mi sono bastate quelle opere nelle quali (Christian Leotta) ha evidenziato più affinità e comprensione per avventurarmi a predire che siamo dinanzi ad una delle grandi figure del pianoforte del ventunesimo secolo".


Beeindruckende Qualität

Herbert Müller, "WIENER ZEITUNG", Wien (Austria), 17. März 2003


"...Christian Leotta, spielte Mozarts wahrscheinlich erstes in Wien entstandenes Klavierkonzert KV 385p, A-Dur sicher, Klar und sauber..."

TRADUZIONE:
 
Straordinaria qualità

"...Christian Leotta, ha suonato quello che è probabilmente il primo Concerto per pianoforte e orchestra che Mozart scrisse a Vienna (in La maggiore, K. 385p) in modo solare e impeccabile..."

Un applauso chiude l'Integrale di Leotta

Stefano Lamon, "LA PROVINCIA", Como, 10 marzo 2003


"Con l'ultimo, trascendente accordo della Sonata in do minore op.111 è giunta a compimento da parte del ventiquattrenne pianista Christian Leotta la costruzione della grande cattedrale sonora che è il corpus delle Sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven, proposta in sette recital al Salone Musa dell'Associazione Carducci di Como. All'evento musicale così concluso Como ha risposto ancora una volta con calore di presenza e di applausi... Il presidente dell'istituto di cultura cittadino (l'Associazione G. Carducci), notaio Mario Orlandoni, ha consegnato a Leotta una targa appositamente coniata per testimoniare "l'evento veramente eccezionale e mettere in luce la stupefacente maturità artistica" del giovane pianista".

Beethoven s'inchina a Leotta

Alberto Cima, "LA PROVINCIA", Como, 6 marzo 2003


"...La potenza espressiva e drammatica beethoveniana è apparsa sin dalle prime note della Sonata in do minore op. 13 Patetica eseguita con grande maturità. Straordinaria l'esecuzione della marcia funebre(Sonata in la bemolle maggiore op. 26) resa più lirica e meno "eroica", che ha raggiunto il culmine della suggestione nel Trio (grandioso) con un "crescendo" eseguito impeccabilmente sino al "fortissimo"(quasi tromba) .Leotta ha mostrato grande genialità nell'esecuzione della Sonata in fa maggiore op. 54, specialmente nel primo movimento (In tempo di un minuetto), una delle composizioni più originali, ma trascurate, del secondo stile beethoveniano. Qualcosa dunque di nuovo, al di fuori di ogni routine, che potrebbe segnare l'inizio di una nuova storia dell'interpretazione beethoveniana".

I tocchi sognanti di Leotta a Beethoven

Stefano Lamon, "LA PROVINCIA", Como, 28 febbraio 2003


"...Christian Leotta ha aperto il suo quinto recital giocando proprio sull'essere d'avanguardia di questo brano (l'op. 27 n.1) per metterci se stesso. Lasciati i canoni interpretativi tradizionali, ha dato un vestito quasi surrealista alla Sonata, con tocchi sognanti e lunari nei punti di minor velocità, estremizzando la frattura del primo movimento, il tutto in modo assolutamente personale. .Sull'altro fronte, quello dei due "mostri sacri" a tutti noti in programma ( l'op. 27 n. 2: "Al chiaro di luna" e l' op.31 n. 2: "La tempesta"), dove una più aderente pertinenza ai canoni interpretativi della tradizione nulla ha tolto in singolarità, con espressività belle e coinvolgenti, contrasti accesi e accentuati dall'energia della giovane età, come nei Presto veramente agitati o focosi di slanci d'impeto. Il pubblico, sempre numerosissimo quanto vario, non perde un appuntamento e non si risparmia d'applausi".

La lettura radiosa di Leotta

Marina Riboldi, "LA PROVINCIA", Como, 21 febbraio 2003


"...Il recital si è aperto con le due sonate op. 14 per proseguire con l'op. 28 (la cosiddetta Pastorale) e concludersi con le più tarde op. 90 e op. 101. Suono pieno e solare, pulizia estrema, attenzione agli spunti polifonici nelle diverse regioni della tastiera, cura delle indicazioni dell'autore sono qualità evidenti fin dalle prime battute. La ricerca timbrica di Leotta è strettamente funzionale ad un progetto di caratterizzazione espressiva di ogni sonata, frutto di un pensiero sensibile ed intelligente. Mai il giovane pianista indulge ad un peccato comune fra i virtuosi suoi coetanei, quello cioè di compiacersi più del dovuto dei propri mezzi; in lui la brillantezza tecnica è sempre al servizio di idee musicali convinte e perciò convincenti. Ha le idee chiare Leotta e le sa comunicare, scegliendo tempi che, anche quando divergono dalle tradizioni interpretative - come lo stacco decisamente lento della Pastorale - risultano molto naturali".

Il pianista Leotta mostra nervi saldi e sfida Beethoven

Stefano Lamon, "LA PROVINCIA", Como, 14 febbraio 2003


"...Dell'op.10 si è ascoltato. un bell'Adagio e un Finale brillante nella n.1, un attacco solare e un ritmato baldanzoso nel Presto nella seguente Sonata in Fa (l'op. 10 n. 2), accomunato stilisticamente al Minuetto e al presto della re maggiore, ma soprattutto un Largo e Mesto di quest'ultima caricato di profondità, di un dolore arcano fatto di immensi spazi dell'animo in cui vagare".

La sfida "Appassionata" di Leotta - Un successo la maratone pianistica dell'artista comasco

Stefano Lamon, "LA PROVINCIA", Como, 7 febbraio 2003


"...Delle tre Sonate componenti la raccolta (dell'op. 2), ci è parso che Leotta trovi più consona a sé e veicolo della sua espressività l'ultima, in do maggiore: lo dice l'Allegro con brio d'apertura slanciato nei suoi accordi con gioia, la bellezza delle mezze tinte nebulose dell'Adagio, un capolavoro di raffinatezza, molto personale, o ancora l'equilibrio dell'Allegro assai. E' comunque nella grandezza dell'Appassionata che il pianista comasco corona il proprio essere. A coronamento di oltre due ore di concerto, Christian dona al pubblico un Beethoven possente, epico, aperto, dai toni sinfonici dati dall'Allegro assai. Se, pochi minuti prima, Leotta aveva indicato nell'op.2 n.3 la nascita della lotta, tutta beethoveniana, tra bene e male, nell'op. 57 il pianista sugella la visione della grandiosità. Il suo suono è irruento in certi vertici di climax. Il possesso dell'opera, al termine del concerto, è monumentale quanto la forma della composizione stessa. Gli applausi, altrettanto convinti".

Quanto fuoco in quelle Sonate-Quasi un duello Beethoven - Leotta

Stefano Lamon, "LA PROVINCIA", Como, 30 gennaio 2003


"...Quale sia dunque il "suo" Beethoven, Leotta ha cominciato a dirlo con convinzione. Il Beethoven delle opposizioni di energia, dei contrasti dell'animo. Da una parte c'è il Beethoven epico, grandioso. Nell' op. 22 l'Allegro con brio d'apertura è altisonante. Altro mondo sono gli Adagi di queste prime due Sonate, inequivocabilmente firmati dalla personalità di Leotta: accurati, velati, con i temi melodici nitidi e fluidi, un trasporto maturo, il tutto in un'atmosfera rarefatta dal tempo sospeso senza che mai cada la tensione.Dopo tutto ciò, l'op.106, Pegaso musicale, bellissima, fiera e tremenda".

Christian Leotta, la sfida di un giovane pianista

Severino Colombo, "CORRIERE DELLA SERA", Milano, 28 gennaio 2003


"Trentadue sono le "Sonate per pianoforte" di Ludwig van Beethoven eseguite, a partire da oggi, in sette concerti tra febbraio e marzo. Ventitré è l'età di Christian Leotta: il più giovane pianista al mondo, dopo Daniel Barenboim, ad aver accettato la temibile sfida. Ma non sono soltanto i numeri a dare la portata dell'exploit di Leotta, ci sono anche i lusinghieri commenti espressi dalla critica nel novembre scorso in occasione della prima mondiale a Montréal, in Canada. Il debutto italiano ha un sapore del tutto particolare per Leotta che, nato a Catania, a Como è cresciuto musicalmente diplomandosi con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio cittadino "Verdi". In programma per l'apertura dell'Integrale sono tre Sonate: n. 11 in si bemolle maggiore op. 22, n. 21 in do maggiore op. 53 - "L'Aurora" e n. 29 in si bemolle maggiore op. 106".