Répertoire exigeant, artiste convaincant

François Tousignant, "LE DEVOIR", Montréal (Canada), lundi 4 novembre 2002)


"...Pour célébrer ses quarante ans, l'Institut culturel italien de Montréal a proposé au public de les réentendre. Cest le tout jeune pianiste italien Christian Leotta, vingt-trois ans, qui nous invite à l'aventure. Jeudi soir, il présentait un programme costaud: les trois dernières Sonates de Beethoven.force est de saluer haut et clair la personnalité exceptionnelle de cet artiste, la manière bien particulière qu'il a de " livrer " le répertoire.Beethoven avait de l'imagination et Leotta se hisse presque à ce niveau.Dans l'opus 110, l'aisance technique fait qu'on flotte dans cette musiqueLes grands arpèges du début se transforment en caresses qui aboutissent à soit une intrigante interrogation, soit en une résolution apaisante. Dans la fugue de la fin et le Chant de plainte (Klagender Gesang) qu'elle embrasse, le musicien domine tellement les difficultés de ce mouvement qu'on commence à entrer vraiment en contact avec ce que les romantiques appelaient l'Esprit.la science se mettait toute entière au service de l'intuition. Avec l'opus 111, on a affaire à un tout autre pianiste, comme si Leotta s'était réservé pendant la première partie du récital.l'énergie de l'Allegro était palpable, sans exagération, et dramatique à souhait. Dans les sublimes variations qui closent la sonate, Leotta fut irrésistible.
Dans l'environnement intime de jeudi, en grand musicien, il a accompli le miracle de nous faire entendre sans avoir l'impression de réentendre. Les grandes versions abondent dans la mémoire ; ce qui a été proposé les rejoint avec sa différence personnelle qui ne trahit rien du texte. Comme la musique fige le temps dans ses séries de trilles, Leotta - avec, encore une fois, une technique impeccable - suspend le défilement de la trotteuse jusqu'à ce qu'on se rende compte que c'est, déjà, fini. On sort de la salle pour se rendre compte que, cependant, cela ne fait que commencer".

TRADUZIONE:

Repertorio esigente, artista convincente

"... Per celebrare i quarant'anni dalla sua fondazione, l'Istituto Italiano di Cultura di Montréal ha proposto al pubblico l' ascolto delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven.
E' il giovanissimo pianista italiano Christian Leotta, ventitrenne, che ci invita all'avventura.
Giovedì sera, presentava un programma molto impegnativo: le tre ultime sonate di Beethoven... dobbiamo salutare in lui un artista dalla personalità eccezionale, dotato di particolari capacità di rivelare questo repertorio... L' immaginazione di Leotta si innalza quasi al livello di quella di Beethoven...
Nell'opera 110, la sua padronanza tecnica fa sì che si venga trascinati in questa musica. I grandi arpeggi dell'inizio si trasformano in carezze che fanno capo o ad una intrigante interrogazione o ad una risoluzione appagante. Nella fuga finale e nel Canto di pianto (Klagender Gesang) che essa abbraccia, il musicista domina talmente le difficoltà di questo movimento che si comincia veramente ad entrare a contatto con quello che i romantici chiamavano Spirito ... la scienza era completamente al servizio dell'intuizione.
Con l' opera 111, Leotta appariva come un pianista del tutto diverso, come se nella prima parte del recital si fosse in qualche modo risparmiato... L'energia dell'Allegro era palpabile, senza esagerazione, e meravigliosamente drammatica.
Nelle sublimi variazioni che chiudono la sonata, Leotta è stato irresistibile... Nell'atmosfera intima di giovedì, da grande musicista, ha compiuto il miracolo di farci ascoltare senza l'impressione di riascoltare. Le grandi interpretazioni abbondano nella memoria: ciò che egli ci ha proposto le eguaglia ma differenziandosi in modo personale senza tradire nulla del testo. Come la musica ferma il tempo nella serie di trilli , Leotta - con una tecnica ancora una volta impeccabile - sospende il movimento della lancetta dell'orologio fino a quando ci si rende conto che si è giunti alla fine. Si esce dalla sala per rendersi conto che, tuttavia, si è ad un nuovo inizio".


Leotta: un incroyable opus 111

Claude Gingras, "LA PRESSE", Montréal (Canada), Vendredi 1er nov. 2002


"...Christian Leotta a continué d'affirmer des dons de pianiste, de musicien et d'interprète qui devraient lui assurer éventuellement une grande place dans le monde musical.Hier soir, M. Leotta donnait les trois dernières Sonates qui, avec la Hammerklavier jouée la semaine dernière, constituent le sommet du piano beethovénien. La mise en place des opus 109 et 110 est solide : M.Leotta en comprend la structure, le ton général et le tissu pianistique. Au passage, on admire, entre autres qualités, l'indépendance des deux mains.Voici l'opus 111, cet aboutissement des recherches pianistiques, musicales et philosophiques du compositeur. Ici, la spiritualité dépasse encore celle de la Hammerklavier. Le piano tonne avec fureur mais, en total contraste, devient soudain presque immatériel. Comme les plus grands, mais à 23 ans seulement, Christian Leotta donne un sens à ces interminables successions de triples croches contrepointées de trilles répétés où Beethoven semble dire adieu au piano. On ressent une sorte de douleur devant l'incroyable beauté que le pianiste arrache à l'instrument et c'est avec des larmes aux yeux qu'on l'applaudit de tout cour".

TRADUZIONE:

Leotta: un' incredibile opera 111

"...Christian Leotta ha continuato a dimostrare qualità di pianista, di musicista e d'interprete che dovranno assicurargli eventualmente un grande posto nel mondo musicale... Ieri sera Leotta ha interpretato le tre ultime sonate, che con l' Hammerklavier, eseguita la settimana scorsa, costituiscono il vertice dell'opera pianistica di Beethoven. La realizzazione dell' opera 109 e dell' opera 110 è solida: Leotta ne comprende la struttura, il tono generale e la tessitura pianistica. Fra le altre qualità, si ammira l' indipendenza delle due mani... Ecco l'opera 111, la conclusione delle ricerche pianistiche, musicali e filosofiche del Compositore. Qui, la spiritualità va oltre quella dell'Hammerklavier. Il piano tuona con furore, ma in totale contrasto diventa improvvisamente quasi immateriale. Come i più grandi, ma a soli ventitré anni, Christian Leotta dà un senso a queste interminabili successioni di biscrome contrappuntate da trilli ripetuti, dove Beethoven sembra dire addio al pianoforte. Si prova una sorta di dolore dinnanzi all'incredibile bellezza che il pianista trae dallo strumento ed è con le lacrime agli occhi che lo si applaude di tutto cuore".


Leotta a gagné!

Claude Gingras, "LA PRESSE", Montreal (Canada), Samedi 26 octobre 2002


"Des sept récitals que totalise l'intégrale des 32 Sonates de Beethoven offerte par le jeune pianiste italien Christian Leotta, j'avais entendu le deuxième .M. Leotta avait montré . de réelles qualités de pianiste et de musicien. L'occasion de le réécouter se présentait dans un contexte idéal : jeudi soir, il avait programmé comme pièce majeure la plus longue et la plus difficile des 32, la colossale et redoutable Hammerklavier, cet 'Himalaya des sonates ", avec son Allegro initial violemment rythmique (pour citer Messiaen), son extatique mouvement lent monopolisant la moitié des 45 minutes d'audition, et sa délirante fugue finale où les trilles fusent avec une rapidité folle d'une main à l'autre. Je me félicite d'être allé réentendre Christian Leotta. Sa réalisation fidèle et toujours captivante de la plus importante des Sonates de Beethoven permet. de saluer en lui un pianiste de première force-technicien, musicien et interprète tout à la fois. puissance quasi orchestrale et prodigieuse clarté des mouvements rapides. S'inscrivant au milieu de cette effervescence pianistique, le mouvement lent révéla chez ce garçon de 23 ans la continuité de pensée et l'intériorité d'un interprète ayant deux fois cet âge".

TRADUZIONE:

Leotta ha vinto!

"Dei sette recital che compongono l'esecuzione dell'integrale delle 32 sonate di Beethoven, offerta dal giovane pianista italiano Christian Leotta, avevo ascoltato il secondo... Leotta aveva mostrato in questa occasione... reali qualità di pianista e di musicista. L'occasione di riascoltarlo si è ora presentata in un contesto ideale: giovedì sera era in programma come brano maggiore la più lunga e più difficile delle 32 sonate, la colossale e temibile Hammerklavier, l' " Himalaya" delle sonate, col suo Allegro iniziale violentemente ritmico ( per citare Messiaen ), il suo estatico movimento lento monopolizzante la metà dei 45 minuti di ascolto, e la sua delirante fuga finale, in cui i trilli si espandono con una rapidità folle da una mano all'altra. Sono felice di aver riascoltato Christian Leotta. La sua realizzazione fedele e sempre accattivante della più importante delle sonate di Beethoven consente... di salutare in lui un pianista di primordine - allo stesso tempo dal punto di vista tecnico, musicale e interpretativo... con una potenza quasi orchestrale e una prodigiosa chiarezza nei movimenti rapidi... All'interno di questa effervescenza pianistica, il movimento lento rivela in questo giovane di 23 anni la continuità di pensiero e l'interiorità di un interprete del doppio della sua età....".


La fortuna dell'incoscienza

Giorgio Vitali, "FAMIGLIA CRISTIANA", Milano, Numero 2, 13 gennaio 2002


"Christian Leotta è un pianista del quale sentiremo parlare. A 22 anni sta incidendo l'integrale delle Sonate di Beethoven: un impresa da far tremare i polsi a chiunque... la curiosità spinge subito all'ascolto dell'immortale, apollinea "Waldstein"...una pagina che richiede sapienza, sensibilità, intelligenza e un polso straordinario. Leotta la esegue con piglio deciso, non dimenticando la pesante tradizione settecentesca e classica che incombe. Ma il pianoforte canta e si dispiega quando il sommo genio si abbandona alla poesia... Nel prosieguo della sua carriera avrà modo di ritornare più volte su questa summa (le 32 Sonate). Ma in molti lo seguiranno. Perchè, come dicevamo, di lui si continuerà a parlare".

CD CLASSICS (rivista mensile), Riccardo Risaliti, Milano - Numero 414, dicembre/gennaio 2001/2002


"...A dire la verità, di una nuova integrale delle trentadue sonate non se ne sentirebbe il bisogno, ma di fronte a esecuzioni come queste anche tali verità non andrebbero affermate. Christian Leotta, che si presenta con un curriculum di tutto rispetto, ha già al suo attivo alcune esecuzioni beethoveniane assai convincenti, e non certo di poco peso (tra l'altro le Sonate op. 106 e op. 111)... La sonata op. 2 n.3 è condotta con tempi giudiziosi, brillantemente ma senza spingere verso vertigini virtuosistiche il finale, come spesso succede: sommesso e intimistico il movimento lento, che è già uno dei primi grandi adagi beethoveniani... Molto spinto in avanti è poi l'Allegro con brio della Waldstein, ma tecnicamente e ritmicamente ben dominato. Perfetta la "colorazione" pianistica (e la pedalizzazione originale) dell'Allegretto finale. Commento tecnico: il pianoforte è chiarissimo, ben dettagliato e ben dinamizzato in tutta la gamma".

AMADEUS (rivista mensile), Nicoletta Sguben,  Milano, Numero 11, Novembre 2001


"Christian Leotta, in questa registrazione di Sonate beethoveniane.evidenzia una particolare attenzione ai diversi climi poetici che si susseguono all'interno di ciascun lavoro. Il che è notevole oltre che interessante".


CORRIERE DEL TICINO (rubrica settimanale), Sandro Neri, Lugano - Numero 28, settimana dal 14 al 20 luglio 2001

"Christian Leotta, giovane pianista italiano che sta facendo una carriera internazionale decisamene significativa, si cimenta in questo CD in un programma interamente dedicato a Beethoven...Leotta, nelle due grandi sonate op. 2 n. 3 e op. 53 "Waldstein", dimostra, oltre che capacità tecniche di prim'ordine, indubbie qualità musicali e interpretative".


El debut de un joven talento

Héctor Coda, "LA NACION", Buenos Aires (Argentina), miércoles 11 de julio de 2001


"...en el Museo Isaac Fernandéz Blanco, se acaba de producir un hecho de singular trascendencia: el debut del joven pianista italiano Christian Leotta...cuya juventud no radica en sus veintidós años, sino en la cualidad de su espíritu que torna asequibles tan elevades metas artísticas como las que se propuso. No de otra manera hubiera podido surgir de sus dedos la Chacona de Bach, en arreglo de Ferruccio Busoni, con fervor inusitado, recreando una potencialidad tonal y armónica en el instrumento, cuya monumentalidad, verdadero epítome del estilo barocco, Leotta recreó con gran claridad discursiva y conceptual. Se pudo escuchar así una verdadera catedral sonora... Lo che siguió, la gigantesca Sonata Op. 106 ("Hammerklavier"), es unas de las cumbres de la obra pianística de Beethoven...aún hoy sigue siendo patrimonio espiritual de muy pocos ejecutantes, entre los cuales Leotta, sin duda, se encuentra, y por lo cual su nombre deberáser tenido especialmente en cuenta... La visita de Christian Leotta constituye, por ello, fuera de toda duda, uno de los puntos salientes de la presente temporada musical en Buenos Aires".

TRADUZIONE:

Il debutto di un giovane talento

"...nel Museo Isaac Fernandéz Blanco, è appena accaduto un fatto di singolare importanza: il debutto del giovane pianista italiano Christian Leotta.la cui gioventù non risiede nei suoi ventidue anni ma nella qualità del suo spirito che rende raggiungibili mete artistiche così elevate come quelle che si è proposto. Non altrimenti avrebbe potuto sgorgare dalle sue dita la Ciaccona di Bach, nell'arrangiamento di Ferruccio Busoni, con un fervore inusitato, ricreando una potenzialità tonale e armonica nello strumento, la cui monumentalità, vero compendio dello stile barocco, Leotta ha ricreato con grande chiarezza discorsiva e concettuale. Si è potuto così ascoltare una vera cattedrale sonora.Ciò che è seguito, l'imponente Sonata Op. 106 ("Hammerklavier"), è una delle vette dell'opera pianistica di Beethoven.tuttora patrimonio spirituale di pochissimi esecutori tra cui, sicuramente, Leotta, ragion per cui il suo nome dovrà essere tenuto in particolare considerazione.È per questo che la visita di Christian Leotta rappresenta, senza dubbio, uno dei punti salienti dell'attuale stagione musicale di Buenos Aires".

Wildner würdigt die PH

Patrick Musial, "RECKLINGHAUSEN ZEITUNG", Recklinghausen (Germania), 5. März 2001


"...im Klavierkonzert in Es-Dur (KV 482) von Wolfgang Amadeus Mozart sich der Klangkörper schwungvoll und dynamisch und mit dem Sizilianer Christian Leotta am Flügel einen hoffnungsvollen Nachwuchsstar präsentierte".

TRADUZIONE:

Wildner esalta la Philarmonia Hungarica

"...Nel Concerto in mi bemolle maggiore K 482 di W. A. Mozart, Christian Leotta ha espresso la struttura del suono in modo dinamico e brioso, confermandosi come una delle più promettenti star della nuova generazione".

Jede Menge musikalischer Genuss neben erzahlter Historie

Mö, "WESTFALLEN ALLGEMAINE ZEITUNG", Recklinghausen (Germania), 5. März 2001


"Christian Leotta... brachte Glanz und Trasparenz in das Klavierkonzert Es-Dur, KV 482. Der junge Pianist erwies sich dabei als sensibler Interpret des virtuosen Werks".

TRADUZIONE:

Moltissimo godimento musicale accanto ad una storia raccontata

"Nel Concerto per pianoforte e orchestra K 482 di W. A. Mozart Christian Leotta. ha mostrato splendore e trasparenza. Il giovane pianista ha dato prova di essere un interprete sensibile di questo grande capolavoro".

Furioses Klavierspiel eines jungen Lowed

Walter Schröder-Limmer, "WOLFSBURG NACHRICHTEN",  Wolfsburg (Germania), Freitag, 2. März 2001


"...Mit "Légende St. Francois d'Assise" und "Legende de St. Francois de Paule marchant sur le flots" hatte Franz Liszt seine Stückebetitelt, und Christian Leotta gelang es eindrucksvoll und facettenreich, von leisesten Pianissimo bis zum explosiven Fortissimo...".

TRADUZIONE:

Impetuoso concerto pianistico di un giovane leone


"...Con la "Leggenda di San Francesco d' Assisi che ora agli uccelli" e la "Leggenda di S. Francesco di Paola che cammina sulle acque", Christian Leotta si è espresso nel più impressionante dei modi, attraverso suoni ricchi e sfaccettati , spaziando dal quasi inudibile Pianissimo, sino ad un esplosivo Fortissimo.".

Akkordgewitter und Nachdenklichkeit

Claudia Müller, "KIELER NACHRICHTEN", Kiel  (Germania),  Mittwoch, 28. Februar 2001

"...Bach unter dem Uberzug der großen Virtuosen-hand bot für Leotta keinerlei Schwierigkeit, vielmehr schien er manchmal im (allzu) pedal gebundenen Akkordgewitter es sogar zu bedauern, nicht den Kosmos einer großen Kirchenorgel zur Verfügung zu haben....In der Légende de St. Francois La préication aux oiseaux (Des Heiligen Franziskus Vogelpredigt),... Zunächst setzte Leotta seine perlenfeine Piano-technik ins beste Licht...".

TRADUZIONE:

Tempesta di accordi e meditazione

"...Bach, sotto la grande veste virtuosistica di Busoni, non ha presentato la benchè minima difficoltà per Leotta, che anzi in alcuni momenti, nella tempesta di accordi con un pedale legato marcato, sembra non temere alcun paragone anche col potentissimo suono del più grande organo di chiesa.La perfezione della tecnica pianistica di Leotta, nella Leggenda "San Francesco d'Assisi che ora agli uccelli" (di F. Liszt), si è rivelata al meglio per la sua grande trasparenza...".


Markig tönt der Bass

Helmut Peters, "DIE WELT", Hamburg  (Germania),  Dienstag, 27. Februar 2001

"...Der 22-jährige, mehrfach ausgezeichnete Pianist steht am Beginn einer viel versprechenden Karriere. Als Einstieg wählte er Bachs Chaconne aus der Violinpartita BWV 1004 in der Bearbeitung von Ferruccio Busoni. Ein monumentales Stück. Mit großer Sorgfalt arbeitet Leotta die Stimmen heraus und schafft Steigerungen in weiten Bögen...Am Ende des Konzerts stand Beethovens sperrige letzte Klaviersonate c-Moll op. 111...Die Arietta gestaltet Leotta klangintensiv, ruhig und in sich versunchen".

TRADUZIONE:

L'energia colora il basso

"...Il pianista ventiduenne, già premiato diverse volte, è all'inizio di una brillante carriera. Ha scelto di cominciare il concerto con la trascrizione di Ferruccio Busoni della Partita per violino BWV 1004 di Bach. Un pezzo monumentale. Con un'estrema accuratezza Leotta ha dato vita ai suoni, riuscendo così a creare crescendi che formavano ampi archi.a conclusione del concerto è stata eseguita la complessa ultima sonata di Beethoven in do minore op. 111 e Leotta, immerso nella sua più profonda interiorità, ha forgiato il tema dell' Arietta con vera maturità".